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TAROCCHI

I Tarocchi sono un Libro Esoterico a fogli singoli che ci è pervenuto attraverso i secoli. Alcuni studiosi citano addirittura un'enciclopedia cinese del XIII Secolo A.C., nella quale, per la prima volta, si parla del gioco delle carte. In realtà stabilire con precisione l'origine dei tarocchi è un'impresa ardua ed è per questo che si sono create diverse correnti di pensiero.

Curt De Gebelin era uno studioso della scrittura egiziana. Nella sua opera sostiene che gli zingari provenivano dall'Egitto e che a loro si deve l'origine dei tarocchi. La parola "tarot", in egiziano significherebbe "La strada reale della Vita". In realtà il grande merito di De Gebelin fu quello di rendersi conto per la prima volta della ricchezza di simbolismi dei tarocchi, che egli scoprì per caso nella Carmague dove i butteri usavano delle lamine per rudimentali sistemi di divinazione. Sulle tracce di De Gebelin, ci fu poi tutta una lunga serie di abbindolatori, fra cui spicca la figura di Aliette, parrucchiere dell'aristocrazia francese, che in seguito si trasformò nel Pope della Cartomanzia. Il suo mazzo di tarocchi, comunque, è da ritenersi spurio, in quanto appartenente ad una bassa lettura occultistica. Madame Le Normand, nota cartomante dell'epoca usò quel mazzo a favore di molti suoi clienti, nobili che in seguito finirono giustiziati alla ghigliottina durante la rivoluzione francese.

Altri studiosi affermano che i tarocchi hanno origine dagli zingari della Boemia, ma in realtà loro furono solo uno dei primi popoli ad usarli a scopo divinatorio. Altro personaggio di rilievo è stato l'abate Constant, che sosteneva che i tarocchi erano l'incontro di culture Ebraico-Cabalistiche, sottolineando il fatto che i 22 Arcani Maggiori corrispondono alle 22 lettere dell'alfabeto ebraico. Da citare inoltre Oswal Wirth, discepolo e continuatore del pensiero di Stanislao De Guaita, che scrisse e disegnò i tarocchi, descrivendoli con ricchezza di simbolismi nella sua fantastica opera "Le tarot des imagiers du Moyen age ". Per concludere, possiamo dire che si è propensi a credere che l'iconografia dei tarocchi si ispiri per lo più al pensiero medioevale e quindi alla Simbologia Cristiana.

IL MAZZO

Pochi degli originali dei mazzi di Tarocchi nati tra il Quattrocento e il Cinquecento ci sono pervenuti interi o quasi interi, ma grazie al confronto, all'integrazione fra differenti mazzi, ed alle fonti letterarie, si può constatare come il mazzo di tarocchi si sia mantenuto sostanzialmente inalterato, in particolare nella serie dei Trionfi, fino ai mazzi correntemente utilizzati oggi.
Il mazzo dei Tarocchi è suddiviso in due parti: una costituita da un numero variabile di carte con valori numerici più figure divise in quattro semi simile ad un mazzo da gioco ordinario, mentre la seconda è la cosiddetta serie dei Trionfi, una serie di carte rappresentanti un preciso ed ordinato insieme di soggetti: ruoli sociali, virtù e concetti filosofici e religiosi.
In cartomanzia le due parti sono comunemente chiamate Arcani minori e Arcani maggiori. Le versioni più diffuse dei mazzi di tarocchi sono formate da 78 carte.

LE CARTE DEI SEMI

I tarocchi sono composti da 78 carte, divise in due categorie: la prima comprende i 22 Arcani Maggiori o Trionfi, la seconda è costituita da 56 Arcani Minori, divisi in 4 semi. Nella lettura divinatoria gli Arcani Minori sono solitamente usati come corollario al discorso principale che viene imperniato sugli Arcani Maggiori.

Le 56 carte dei semi dei tarocchi , formate da quattro semi di 14 carte ciascuno dall'1 (o asso) al 10 più quattro figure: fante, cavallo, regina, re. I semi dei tarocchi possono essere tanto i tradizionali semi italiani (coppe, spade, bastoni e denari), quanto i semi francesi (cuori, picche, fiori, quadri), quanto semi tedeschi, a seconda delle zone. È questa la parte del mazzo di tarocchi che presenta le maggiori variazioni a seconda delle varie versioni. In particolare alcune versioni di tarocchi presentano una serie "incompleta" di carte dei semi, come per esempio il Tarocco bolognese (cosiddetto tarocchino per questo motivo) in cui le carte sono 40 e vanno dal 6 al re, più l'asso (e con un ordinamento differente a seconda dei semi). Un esempio di mazzo allargato è invece rappresentato da un antico mazzo proveniente dalla Corte di Milano, in cui le figure sono sei: un fante, un cavaliere, un re ed una regina.

IL GIOCO DEI TAROCCHI

Il gioco tradizionale dei tarocchi sin dalla sua origine è variato poco, anche se innumerevoli varianti ne esistono in tutta Europa. Si tratta di un gioco di prese simile alla briscola, al whist o al bridge, in cui i trionfi giocano il ruolo delle "briscole", cioè delle carte più forti.

I giocatori possono essere 3 o 4. Nella variante a 3 ognuno gioca per conto suo. Il mazziere (colui che dà le carte) distribuisce 25 carte agli altri 2 giocatori e per lui se ne tiene 28, le carte sono servite a 5 a 5. Il mazziere deve scartare 3 carte che vanno a far parte del suo monte, non si possono scartare Re o Trionfi. È possibile scartare un Re solo nel caso che non si abbia nemmeno un trionfo. Il gioco è iniziato dal giocatore che sta a destra del mazziere, gli altri giocatori sono obbligati a giocare una carta dello stesso seme, nel caso non ne abbiano devono giocare un trionfo, nel caso non abbiano nemmeno trionfi possono giocare una carta a loro scelta. Chi ha giocato la carta più forte le prende tutte e tre che vanno a costituire il "Monte" e sarà lui a continuare il gioco giocando la carta che più gli aggrada. Finito di giocare ogni giocatore prende le carte che sono il suo "Monte" e le conta a tre per volta. Il pareggio è a 26 punti,chi ne fa di più vanta un credito corrispondente ai punti realizzati oltre i 26, chi ne fa di meno ha un debito. Quando si è completato il giro,cioè ogni giocatore ha fatto da Mazziere, il vincitore della partita è quello che ha più crediti. Nella variante a 4 normalmente si gioca in coppia, le carte distribuite sono 19, al mazziere ne rimangono 21 ne deve scartare 2 e il gioco inizia con la variante che essende due coppie il monte è ridotto a 2. Terminate le carte i punti vengono calcolati contando la carte a mucchi di 4, il pareggio si raggiunge a 36 punti. Il valore delle carte. IL mazzo è composto da 4 semi e 22 trionfi. Ogni seme è costituito da 14 carte con valori diversi a discendere. Il re vale 5 punti, la regina 4, il cavaliere 3, il fante 2. Poi ci sono le altre che vanno dal 10 all'uno e valgono 1 punto. I trionfi. Anche nei trionfi il più alto vince ma hanno valori diversi: Il 21, il mondo vale 5 punti come il numero 1 che sarebbe il Bagatto, lo zero detto Il Matto ne vale 4. Dopo che tutti i giocatori hanno giocato una carta, tutte le carte vengono assegnate a quello che ha giocato il trionfo più alto, o nel caso non ne siano stati giocati, a quello che ha giocato la carta del valore più alto del seme iniziale. Il vincitore mette le carte da parte e incomincia una nuova "mano" con una nuova carta tra quelle rimaste in mano, fino al termine delle carte in mano ai giocatori. Il conteggio varia a seconda della composizione delle 4 o 3 carte che si contano a fine mano, se fra le 4 carte c'è una carta di quelle specificate sopra il valore sarà dato da quella carta (per es. il re 5 punti, la regina 4 e così via). Se nelle 4 carte sono presenti 2 o più figure si sottrae un punto ogni figura in più (per es. un re ,una regina + due carte semplici il valore invece di 9 sarà 8). Il matto è indubbiamente la carta più caratteristica dei trionfi, e può essere giocata in qualunque momento; è usata nel conteggio dei punti come carta speciale al posto di un'altra carta che non si possiede. È interessante notare il parallelo tra il matto dei tarocchi e la figura del Jolly nelle carte francesi (rappresentato spesso come un giullare: il soggetto rappresentato e il loro uso sono simili, ma le origini non hanno niente a che fare l'una con l'altra.

Arcani. Cartomanzia tarocchi

 

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